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presentazione

Pace, ambiente, giustizia, legalità, diritti umani, cittadinanza, dialogo interreligioso in prospettiva interculturale: sono i temi di cui si è occupato e si occupa CEM attraverso il confronto tra i soci, le proposte formative, i libri, i convegni e i seminari.
Il tempo in cui viviamo ci costringe a rivedere le nostre interpretazioni “naturali” della vita e del mondo, ci obbliga a riscrivere continuamente regole sottaciute e soprattutto ci impegna a un confronto dialogico e “simmetrico” con coloro che, di volta in volta, chiamiamo gli “altri”.
I contesti entro i quali ci muoviamo oggi sono ambivalenti: contrassegnati, da un lato, da elementi di violenza e di diseguaglianza e quindi con una prospettiva autodistruttiva, ma, dall’altro, contengono al proprio interno germi e risorse di cambiamento, che potrebbero essere generatrici di una svolta profonda. È in questo percorso di costruzione di un mondo nuovo che l’Associazione CEM vuole operare con le proprie azioni di ricerca, formazione, relazioni e lo vuole fare a partire dal confronto con qualsiasi situazione di differenza.

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I NOSTRI PRINCIPI ISPIRATORI

  • è immorale per chiunque vivere in un modo che sottrae ad altri la possibilità di ottenere una vita di benessere e dignità umana di base;

  • è meglio esercitare una custodia responsabile delle fonti di ricchezza umane e naturali su questo pianeta che sfruttarle per vantaggi ristretti e a breve termine;

  • la natura non è un meccanismo tecnologico da sfruttare, ma un sistema vivente che ci ha fatto nascere, che ci nutre e che, dati i nostri enormi poteri di sfruttamento e distruzione, è ora nelle nostre mani da custodire;

  • il modo di risolvere problemi e conflitti non consiste nell’attaccarsi reciprocamente, ma nel comprendersi l’un l’altro e nel collaborare in modi che servano gli interessi condivisi.

L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE

Un’educazione che voglia essere pienamente interculturale si fonda sul valore della dignità di ogni persona, sulla differenza come ricchezza e risorsa per tutti, sul principio di inclusione e sulla politica di riconoscimento dell’alterità (“etnica”, “culturale”, “sessuale”, “religiosa”), sul paradigma della cittadinanza globale che va oltre i confini territoriali e assume i contorni della famiglia umana e dell’interdipendenza planetaria. Affermare che ogni uomo è “cittadino del mondo” non può più suonare come utopia all’inizio del terzo millennio, ma imperativo pedagogico per una società all’altezza del suo tempo.
Per questo crediamo che compito primario di un’educazione interculturale oggi sia quello di favorire un approccio aperto al meticciamento, capace di inclusione, dialogico, ma che non escluda, anzi promuova, una forte assunzione di responsabilità e di cura verso i contesti e gli altri, nel qui e ora. Un approccio che sappia tenere in tensione costruttiva radicamento e nomadismo, cura del mondo e cura di sé, orientamento al passato e orientamento al futuro, ricerca di unità e moltiplicazione della differenza, ma in un orizzonte più ampio: quello che considera la Terra, ogni suo frammento, la casa di tutti e non solo di alcuni e dove tutti si sentono ospiti (nel duplice senso della parola) e non padroni, serve educare all’accoglienza.
Per affrontare le sfide educative del presente occorrono una rivoluzione del pensiero, del metodo e delle forme di insegnamento:

  1. rivoluzione del modo di pensare: l’attuale modo di pensare (sequenziale, schematico, dualistico), appare anacronistico e datato. Abbiamo bisogno di una nuova “ecologia della mente”, un pensiero cioè che sia circolare, sistemico, sinergico, plurale. Un pensiero che non cerchi di separare ciò che è “tessuto insieme”;
  2. riforma del metodo: è necessario superare la separazione tra la cultura umanistica e quella scientifica, bisogna muovere verso la ricomposizione dei saperi e il superamento dei confini disciplinari, bisogna avere il coraggio di andare oltre l’attuale “specialismo”;
  3. forme di insegnamento: serve individuare quali siano le più adeguate a sostenere processi di apprendimento che hanno a che fare con la complessità.

L' Educazione Interculturale CEM

• non è una nuova materia, ma un approccio transdisciplinare;

• non è la conoscenza, spesso folclorica e superficiale, delle culture altre ma è una prospettiva e una strategia educativa (quindi un modo di pensare e di agire) che mira alla valorizzazione delle differenze e allo sviluppo di competenze per sostenere una convivenza democratica;

• è componente normale dei processi educativi e d’istruzione, che si rivolge a tutti (alunni, insegnanti, scuole, famiglie…). La presenza di minori stranieri in classe non costituisce condizione necessaria per attivare percorsi di educazione interculturale;

• va quindi oltre la semplice educazione delle minoranze “etniche” e degli alunni stranieri (il miglioramento dei risultati scolastici degli alunni stranieri non costituisce obiettivo primario);

• è centrata sullo sviluppo sia di abilità relazionali-comunicative (ascolto attivo, cooperazione, gestione del conflitto, analisi delle emozioni) sia di abilità cognitive (pensiero critico, decostruzione, decentramento, consapevolezza dei punti di vista…);

• è un approccio che punta a connettere scuola e territorio, nella consapevolezza che il pieno raggiungimento degli obiettivi di “valorizzazione delle differenze” non può avvenire solo a scuola, ma deve coinvolgere gli altri attori educativi del territorio;

• punta alla formazione di persone libere, autonome, capaci di critica, incanala altre educazioni: alla democrazia; ai diritti umani; alla pace; alla legalità; allo sviluppo sostenibile; alla salute.

LA FORMAZIONE

La formazione può essere definita una colonna portante dell’attività di CEM. Rappresenta l’investimento maggiore dell’Associazione per dare le ali ai pensieri e alle ricerche che la pervadono, nell’intento di dar vita a un confronto costante, basato sulla riflessione e l’approfondimento di linee pedagogiche condivise. Attraverso la formazione, rivolta a giovani e adulti con età e ruoli diversi, l’impegno è rivolto ad offrire stimoli e strumenti per approfondire conoscenze teoriche, tenute però sempre agganciate a campi di esperienza vissuta, conoscenze capaci di suscitare interesse e partecipazione.
L’approccio da cui intendiamo muoverci è di tipo costruttivista perché mette nelle condizioni di agire consapevolmente e contemporaneamente su molti dei fattori che interessano il processo di apprendimento, ne assume e gestisce la complessità, si pone come elemento aggregante e integratore di metodologie preesistenti, ricollocandole e riqualificandole all’interno di una visione epistemica, che ne valorizza ulteriormente l’uso e ne costituisce la legittimazione e il fondamento.
Pensiamo che i soggetti della formazione debbano essere attori del processo, capaci di interrogarsi e diventare operatori di cambiamento, nel pensiero come nell’azione, in grado di produrre reale emancipazione sociale.
Pensiamo che la formazione debba essere indirizzata a una didattica che promuova atteggiamenti metacognitivi e auto-valutativi e spinga a riflettere sui propri comportamenti e le proprie competenze.

LE METODOLOGIE

Le metodologie che proponiamo si ispirano a modelli innovativi ed efficaci come la ricerca-azione:
• una ricerca con una forte dimensione formativa e non per forza “neutrale”
• finalizzata non tanto ad ampliare le conoscenze, quanto invece a risolvere i problemi
• attenta al contesto ambientale e alle dinamiche sociali presenti, intese sia come possibili elementi del “problema” sia come risorse per il cambiamento
• improntata a salvaguardare sempre la circolarità fra “teoria” e “pratica”.
Altri elementi portanti dei progetti formativi che presentiamo sono:
• la trasversalità dei linguaggi espressivi: da quelli prettamente
linguistici, a quelli più emotivi e creativi (gestuali, iconici, artistici)
• il ricorso consapevole alla pedagogia narrativa
• l’apprendimento cooperativo.
Tutti mezzi qualificati e paritariamente validi attraverso i quali ricercare la propria identità, narrare se stessi e la propria storia, confrontarsi con l’Altro e il Mondo.
Per sviluppare le nostre tematiche proponiamo riflessioni e sperimentazione di pratiche nelle quali, in forma prevalente, i processi vengono costruiti collettivamente, e ponendo la medesima attenzione all’ambito cognitivo e a quello dei comportamenti e delle relazioni. Per questa ragione si opera prevalentemente in senso laboratoriale, privilegiando linguaggi espressivi trasversali che mettano i soggetti in condizione di sperimentare il fare attraverso il teatro, la musica, il cinema, le arti grafiche, la letteratura, le religioni, le tecnologie della comunicazione digitale.

PROPOSTE FORMATIVE CEM MONDIALITÀ

• LABORATORIO: l’attività laboratoriale privilegia un taglio di ricerca-azione come setting di apprendimento e come modello educativo si ispira alla pedagogia costruttivista; utilizza un metodo prevalentemente induttivo oltre che deduttivo; parte dall’esperienza agita per osservare e costruire strutture di pensiero. All’interno di un percorso interattivo utilizza una pluralità di linguaggi e di approcci per mettere in gioco competenze e disponibilità diverse. I destinatari dell’intervento sono direttamente coinvolti nei diversi momenti del percorso formativo: dalla definizione delle aspettative iniziali alla verifica degli obiettivi della ricerca stessa.

• PERCORSO TEORICO: pur non sottraendo spazio all’attività esperienziale individuale e di gruppo, la tematica individuata viene trattata prevalentemente a livello teorico, con coinvolgimenti e articolazioni differenti. Questo percorso, che si presta maggiormente a un numero esteso di partecipanti, offre nella trattazione spunti di riflessione e piste di ricerca e di lavoro da utilizzare anche in ambiti e momenti successivi.

• CONFERENZA: si tratta un unico incontro espositivo riferito ad una specifica tematica, proposta come momento di approccio iniziale o come approfondimento specifico.

• PROGETTO FLESSIBILE E/O PERSONALIZZATO: è possibile articolare e sviluppare un bisogno formativo riferito a ciascuna delle aree tematiche sopraindicate secondo modalità flessibili, con l’intento di definire un progetto che risponda in pieno alle esigenze del gruppo formativo richiedente. In questo caso i formatori CEM si incontrano con il committente per individuare strategie, tempi e modalità di realizzazione del percorso stesso.

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Ogni richiesta di formazione viene discussa in Associazione e con il richiedente per individuare le modalità ed il/i formatore/i più adeguati
Anche nella tempistica offriamo grande flessibilità, secondo formule diverse: incontri dilazionati in più settimane o pacchetti intensivi in forma di stage.

PROPOSTE FORMATIVE
I nostri percorsi formativi si articolano in tre aree tematiche:

  1. culture e identità

  2. cittadinanze, etica pubblica e migrazioni

  3. laicità e dialogo interreligioso

CEM promuove la mondialità quale idea di un’unica famiglia umana